Una vittoria bellissima!


(nella foto capitan Battglia, premiato dal vicesindaco di Brisighella e da Alvaro Casadio, presidente provinciale FIP, alza al cielo la coppa della vittoria!)

(nell’altra invece il trofeo nella mia libreria di fianco al ritratto di Doctor J: sapete che vi ho sempre regalato tutto ma questa la tengo io. Troppo bello il ricordo di una vittoria, troppo grande la soddisfazione provata!)

12 squadre partecipanti, 1 sola vincitrice: la Compagnia dell’Albero Ravenna.
E già qui potremmo chiudere l’articolo. Perché il risultato passa in secondo piano di fronte alla bella prova che i nostri 14 boscaioli hanno prodotto. Una vittoria è sempre fine a stessa se non la si contestualizza per bene. Diciamoci la verità: fino a 3 mesi fa un match del genere l’avremmo perso e di brutto. Primo quarto perfetto (18-2, giocando il miglior basket della nostra breve storia), secondo e terzo con tensioni e paure ed un quarto parziale in cui siamo andati all’inferno (meno 4 per Imola con palla in mano) e poi siamo risaliti fino al Paradiso (+19 alla sirena finale). Ecco sul -4 le nostre facce erano quelle di un pugile suonato con occhi gonfi di lacrime pronte a rigare i nostri visi, paura di non vincere dopo aver dominato ed una voglia di fare qualcosa in più che ci portava all’errore. In quel momento 3 mesi fa saremmo crollati. Ed invece piano piano siamo risaliti, mantenendo calma e lucidità e diventando, se possibile, ancora più attenti ed intensi in difesa.
Un applauso va a tutti voi: 16 in totale gli atleti utilizzati. In particolare una menzione ancora più grossa va a Caldarigi che, dopo aver subito un fallo duro, si è rialzato da terra con il polso spezzato. Una squadra di guerrieri, che oggi ha avuto il primo infortunio serio della stagione: io non sono preoccupato, dalle traversie si torna più forti e motivati ed Alessio sarà pronto per la prima di campionato.
Siamo stati bravi, belli, ed irresistibili a tratti, ma la chiave è stata non perdere mai la testa. Nonostante un clima da corrida, dove ad ogni tiro libero si sentivano dei buu veramente poco edificanti da parte della tifoseria avversaria (ringrazio Alvaro Casadio per aver accolto la mia minaccia di lasciare il torneo al buu successivo), oggi abbiamo capito che le finali sono belle, tirate e anche imprevedibili, ma sono partite belle da vincere stando attenti e usando sempre il cervello. Noi per 32 minuti abbiamo accettato tutti i fischi arbitrali con serenità (grande lezione di sport, sono fiero di voi!); gli altri hanno pensato bene di protestare, fare inutili gazzarre e cercare di avere vantaggi nei modi sbagliati. In un clima del genere ci siamo dimostrati educati, maturi e sportivi come dei veri uomini. E vi giuro che se anche avessimo perso non mi sarebbe importato: siamo maturati, siete dei ragazzi ormai e sinceramente questa bella notizia mi basta.
Della gara c’è poco da dire: super inizio, paure e tensioni, e allungo finale. Questo il film della partita. TUTTI hanno portato un mattoncino alla causa, chi più chi meno. TUTTI si sono fatti trovare pronti quando chiamati. Non parleremo di nessuno in particolare, ma di una squadra vera, compatta e decisa a prendersi quello che meritava. Piccola nota di merito: noi abbiamo giocato in 14 la finale (7+7) dando minuti preziosi a tutti. Se qualcuno avesse commesso il quinto fallo avrei saputo chi mandare in campo senza bisogno di interrompere la partita per dieci minuti perché si voleva per forza mandare in campo il più bravo. Quando ti presenti in 11 con due numeri 13 per confondere gli arbitri non ci fai una gran bella figura nemmeno se ti chiami Andrea Costa Imola e militi in Legadue: se poi ad ogni fischio protesti con l’arbitro (e ti becchi due tecnici in due match) allora perdi il nostro rispetto. Se poi i tuoi supporter urlano buu a ragazzi della stessa età dei tuoi figli allora non parliamo nemmeno.
L’educazione ed il rispetto prima di tutto: era pur sempre una bella giornata di sport.
Ora i nostri detrattori (oppure qualche osservatore rosicone ed invidioso) potrebbero dire che abbiamo battuto squadre scarse e dire: “Bella forza battere quelli lì!”. Molto probabilmente fra un po’ di tempo ci racconteranno che abbiamo battuto la squadra C di Imola, che in fondo la Spes aveva dei 2001 e che le romagnole erano ad inizio stagione e con poca condizione atletica. Ovvio: l’invidia è una brutta bestia.
Io però vi dico una cosa: quando alle premiazioni chiamano 11 squadre prima della tua (del calibro di Firenze, Latina, 2 di Imola, Faenza, Lugo e Massalombarda) e tu alzi la coppa più bella, le chiacchiere stanno a zero. L’abbiamo meritata, l’abbiamo voluta e chi ci critica provi fare altrettanto.
Credo di essere un uomo fortunato e felice; oggi rasento l’estasi! Grazie mille, mi avete regalato un pomeriggio da re e per questo vi porterò per sempre nel mio cuore vecchio e brontolone.